Il ruolo dell'ostetrica in Germania - paragone con L'Italia

intervista con Maria Napoli, 31 anni

"Come ostetrica si hanno molte più responsabilità in Germania, si devono prendere decisioni autonome in quanto ostetriche, non si è soltanto il braccio destro del medico che prescrive..."

Maria, 31anni, ostetrica, laureata a Messina nel 2013. Ha cercato lavoro in Calabria e ha fatto volontariato. Dopo 4 anni si è decisa di partire per la Germania

 

 

Jessica:  Cosa hai vissuto appena hai lasciato l’Italia? Cosa è successo? Qual è stato l’iter che hai seguito?

 

 

Maria: Sono arrivata in Germania  nel marzo 2017 in una piccola città: Pirmasens. Li ho frequentato un corso di tedesco per 7/8 mesi che mi ha portato dal non sapere una parola di tedesco al conseguire un attestato di B2, che è quello necessario per avere il riconoscimento dei titoli di studio ed essere certificate come ostetriche riconusciuta in Germania.

Andavo a lezione dalla mattina alle 8:30 fino al pomeriggio alle 16:30 con un’ora di pausa pranzo. Le mie insegnanti erano madrelingua tedesche, ma parlavono anche l’italiano. Il corso si teneva da lunedì a venerdi. Ed eravamo un gruppo di 14 persone, composto sia da  infermieri che ostetriche. Eravamo sei ostetriche. Tuttora siamo ancora ora in contatto.

 

Jessica: Dove lavori ora e come sono stati i primi tempi?

 

Maria: Al momento lavoro a Worms in un ospedale „Klinikum Worms“ in sala parto. Li si effettuano ca 2000 parti all’anno ed il numero è in costante crescita. All’inizio  il lavoro in sala parto è stato abbastanza pesante soprattutto per quanto riguardava la lingua: era difficile sia  l’interazione con le donne in travaglio che capirsi con il team con il quale lavoarvo. Devo dire però che capirsi con le colleghe era molto piu facile che capirsi con la partoriente. Le ostetriche sanno che quello è un momento molto delicato e che tante volte ci sono difficoltà comunicative anche nella propria lingua madrefiguriamoci con una donna che magari non ti capisce perfettamente perche il tuo accento non è perfetto! La lingua quindi all’inizio è stato un’ostacolo per me pero pian piano questo  ostacolo è stato superato e con il tempo e la pratica si riesce poi a capire tutto quello che le persone dicono.

 

 

Jessica: Quanto tempo hai impiegato per sentirti a tuo agio?

 

Maria: Direi circa tre mesi. Successivamente le difficoltà sono diminuite mi sono trovata bene, anche con le colleghe con le quali trascorrevo anche il mio tempo libero al di fuori  del lavoro. A partire da quel momento, è stato tutto molto in discesa e tutto molto più semplice

 

Jessica: Come dobbiamo immaginarci questi primi tre mesi?

 

Maria:  Difficili! Difficili perchè ci si deve impegnare tanto per raggiungere dei risultati, non si deve aver paura di sbagliare, non si deve aver paura di non essere capiti, e occorre pensare che se una cosa non viene capita la prima volta che la dici non vuol dire che non ti capiranno mai, prima o poi col tempo ti capiranno. Bisogna ripensare a quello che si è detto, riformularlo e la seconda volta andrà meglio. Alcuni magari quando non vengono capiti si chiudono  nel mutismo; questo non porta a nessun risultato come pure rispondere "ja ja" ad una colllega che ti ha fatto una domanda  che non hai capito e... si accorgono che non hai capito!. Quindi la prima regola é essere pazienti. Ripetere ed avere l’umiltà di ammettere che sei in difficoltà. Se non ti capiscono: riformula. Parla di nuovo piu lentamente e non dire che hai capito se non hai capito. Quella è la cosa peggiore che si può fare.

 

Jessica: Parliamo ora del ruolo dell’ostetrica in Germania in confronto al ruolo che l’ostetrica ha in Italia. Come lo descriveresti, che differenze ci sono se ci sono ed invece che sovrapponibilità ci sono se ci sono?

 

Maria: In teoria le due figure sono molto simili e dovrebbero essere addirittura  uguali perche la regolamentazione dei corsi di laurea o di formazione (in Germania non è ancora universitario) dovrebbe essere standard per tutta l’Europa. E in effetti poi  è cosi. Dal punto di vista teorico un’ostetrica italiana ed una tedesca sono uguali e veniamo „preparate“ più o meno nello stesso modo sia in Italia che in Germania. C’è però una differenza fondamentale secondo me che riguarda  l’effettiva responsabilità dell’ostetrica, che in Italia purtroppo in alcuni posti viene messa in secondo piano per esempio rispetto a quella di un ginecologo ostetrico. Da quello che ho potuto costatare soprattutto nei primi tempi di esperienza lavorativa in Germania è che qui si contava molto su di me come ostetrica, con questo intendo dire che il mio parere era tenuto molto in considerazione e che avevo un’autonomia che in Italia avrei avuto molto difficilmente specie nel sud da cui provengo e magari forse, ma non necessariamente,  solo dopo tanti anni di esperienza. Quello che vedo in Germania è che qui la figura dell’ostetrica è messa molto in risalto dai medici e da tutto il personale ospedaliero. Si hanno molte piu responsabilità in Germania, si devono prendere decisioni autonome in quanto ostetriche, non si è soltanto il braccio destro del medico che prescrive e decide autonomamente  quello che tu poi devi andare a fare. In altri termini, in Germania un’ostetrica ha piu autonomia. Questo all’inizio puo essere molto pesante, soprattutto per una persona che si è laureata da poco e che quindi si sente insicura nel decidere per esempio cosa fare con una donna in travaglio o insicura della propria manualità perche c’è tanta manualità nell assistere un parto! Ma dopo ogni parto a cui assistevo col tempo mi sono sentita piu tranquilla, piu sicura di me e più competente. Non solo, ho iniziato a essere piu sicura anche delle mie scelte. Mi ha fatto molto bene dal punto di vista lavorativo fare questa esperienza in Germania perchè ho acquisito e sviluppato delle competenze che in Italia come studentessa e come volontaria in una piccola sala parto non avevo modo di sviluppare.

 

Jessica: Chi gestisce il parto in Germania?

 

Maria: Lo gestisce l’ostetrica insieme alla partoriente. La prima persona che gestisce il proprio parto è proprio lei, la partoriente, l’ostetrica si basa sui suoi desideri, sulle sue volontà, la sostiene in ogni sua scelta. C’è molta attenzione a quello che la futura mamma  vuole. Ovviamente tutto questo avviene nella sicurezza della donna e del bambino. C’è molto rispetto delle procedure. Alle volte capita che sei addirittura tu che devi fare mediazione tra la donna e il personale medico. E’ un lavoro molto bello perchè ti fa diventare piu attenta a quello che dovrebbe essere il punto focale del lavoro di ostetrica , cioè la donna con la sua sfera emotiva, personale, con il suo diventare madre.

 

 

Jessica: E il medico è sempre presente durante il parto?

 

Maria: Il medico viene chiamato solo nel momento del parto. Non è sempre presente durante il travaglio. Ovviamente nel momento in cui emerge una qualsiasi patologia si informa sempre il medico. Ma questo è cosi anche in Italia.

 

Jessica: Le ostetriche in Germania sono considerate una cosa a parte, particolari in un certo senso. Tu come la vedi?

 

Maria: Quando ero studentessa ho letto un  articolo che raccontava di come era considerata l’osterica nel passato. Le ostetriche venivano considerate delle streghe perche si riteneva avessero dei propri segreti, conoscevano le erbe, si occupavano della donna non solo per il parto ma la aiutavono anche in altre occasione e le mettevano a disposizione la propria scienza / conoscienz. Erano come una piccola setta. Ecco, questo, secondo me in Germania si è mantenuto perché ancora ora le ostetriche hanno alcuni segreti, li mantengono per loro e li metteno a disposizione della partoriente nel momento giusto. Sono considerate diversamente in Germania, sono ritenute speciali in un certo senso. Io questa diversa considerazione della nostra figura l’ho vissuta come un plus rispetto a noi ostetriche italiane perché in Italia secondo me siamo formate in modo piu scientifico, razionale ed invece qui, in Germania,  si punta molto sulla parte irrazionale della figura dell’ostetrica, cioè sul suo sentimento, sulle sue conoscenze. Tutto questo per un ostetrica italiana puo sembrare piu fuori dagli schemi, In Germania utilizzano molto l’omeopatia, aromaterapia, i fiori di Bach  per esempio, in Italia no. Io nell omeopatia non ci credo, secondo me ha  solo effetto placebo. Pero mi sono ricreduta perchè tante volte anche l effetto placebo puo aiutare, ancora mi devo abituare a vedere le cose in questa nuova ottica, come mi devo abituare che in Germania tutte le ostetriche sono molto mindful: fanno yoga, meditazione ecc

 

Jessica: Cosa ti manca dell’Italia?

 

Maria: mi manca la mia famiglia, la mia casa, il mio paese, le persone con cui sono cresciuta e che mi hanno visto crescere. Però anche qui ho trovato tanti amici e tante persone a cui voglio bene e che mi stanno vicino nella vita di tutti i giorni.

 

Jessica: Vorresti ritornare in Italia?

 

Maria: Per ora rimango ancora qui. Sto facendo tante esperienze soprattutto dal punto di vista professionale e poi, cosa non meno importante, dal punto di vista economico e contrattuale: va decisamente meglio qui piuttosto che in Italia! Non me la sentirei di lasciare questo posto di lavoro sicuro a tempo indeterminato per ricominciare da capo in Italia con i concorsi sperando di trovare prima o poi un lavoro. Qui ho lavoro e sicurezza. In Italia non ho nessuno delle due. Se un domani in Italia dovesse cambiare qualcosa come spero, certo che vorrei tornare!

 

 

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Quello che vedo in Germania è che qui la figura dell’ostetrica è messa molto in risalto dai medici e da tutto il personale ospedaliero.

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